Author Topic: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]  (Read 3449 times)

MAIEMI

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LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« on: 28 December 2010, 17:17 »




La tensione nominale :
e' il "voltaggio" che possiamo misurare ai capi di una batteria carica a vuoto, cioe' senza carichi che assorbano corrente. Di solito e' 6, 12, 24V
La capacità nominale:
e la "quantita' di energia" che la batteria e' in grado di accumulare. Viene misurata in AmpereOra (abbreviato Ah) su una scarica di 10 ore. Ad esempio: una batteria da 120 Ah puo' erogare 12 ampere per 10 ore. Se viene utilizzata con una corrente maggiore la capacita' si riduce a causa delle perdite interne. Se dalla batteria di prima preleviamo 120A si scarichera' in 15-20 minuti anziche' una ora. Per correnti vicine a quella nominale o inferiori si puo' fare il calcolo direttamente. Ad esempio: ho un frigorifero che assorbe 4 A , la batteria e' da 120 A , in teoria, se la batteria e' completamente carica, posso lasciare il frigo collegato 30 ore (30 x 4 = 120)Ovviamente dopo 30 ore avro' la batteria completamente scarica!!!!











Prima attivazione :
le batterie sono vendute precaricate e in uno stato chimicamente quasi inattivo. Ogni costruttore usa le sue tecniche per evitare i problemi legati ad un periodo di stoccaggio che può anche essere abbastanza lungo. Si eviti, comunque di acquistare una batteria costruita da più di tre/sei mesi. Anche se i costruttori indicano la batteria come ‘pronta all’uso’ è buona norma diffidare, almeno per le batterie importanti come quelle usate sui camper per i servizi , di questo cattivo consiglio. A meno che la batteria non sia stata costruita il giorno prima o quasi sarà di fondamentale importanza per la durata della batteria stessa un profondo ciclo di ricarica, a bassa corrente, che riporti la batteria al 100% della carica prima di un qualunque tentativo di uso che la scarichi. In caso diverso potrebbe generarsi un effetto memoria che ci lascerà per sempre una batteria con un limite di carica inferiore al massimo di targa.
La ricarica :
Per fornire energia una batteria deve essere costantemente ricaricata attraverso una sorgente di corrente elettrica. La sorgente non dovrebbe mai fornire una corrente superiore al 10% della capacità in Ah della batteria stessa. Ad esempio una batteria da 80Ah non dovrebbe essere ricaricata ad un rate superiore di 8/10 A evitare danni. In campo automobilistico esistono dei carica batterie, detti rapidi, in grado di fornire correnti talvolta addirittura superiori a quella di targa della batteria. È il miglior modo per danneggiare irrimediabilmente una batteria, magari nuova, e comunque abbreviarne di molto la vita. Un processo di carica violento può infatti surriscaldare le piastre fino a distorcerle, danneggiare i collegamenti interni, indurre processi elettrochimici violenti, tutte cose deleterie per la batteria. Un discorso a parte va fatto per la tensione di carica che dipende dal tipo di batteria dal tipo di impiego e dalla temperatura a cui è eseguita la carica. Tipicamente una batteria al piombo richiede una tensione di carica di circa 2.3 V per elemento (13.56 V per una batteria da 12V).Questa tensione varia però con il tipo di piastre di 40 o 50 mV (millesimi di volt) e con la temperatura in ragione di 3.9 mV/C°. Inoltre se la carica non è di tipo ‘mantenimento’ ma per uso ciclico, come per esempio la batteria di un motore, questa tensione deve essere aumentata fino anche a 2.5 V elemento (15V per batteria). Occorre ricordarsi però che a questa tensione la carica deve essere ciclica come il processo di scarica. Apparentemente può sembrare marginale parlare di mV per una batteria ma invece, essendo un processo elettrochimico, anche 10 mV possono alla lunga risultare fondamentali. Allo stato attuale ci sono caricabatterie elettronici in grado di provvedere autonomamente ai bisogni della batteria senza bisogno di interventi esterni. Questi apparecchi possono, se specificato in chiaro dal costruttore, essere lasciati collegati alla batteria per un tempo indefinito garantendo quindi una lunga vita alla batteria stessa. Verso il termine della carica nella batteria il liquido (l’acqua in questo caso) inizia a scomporsi in idrogeno e ossigeno e a ricomporsi se la carica è eseguita a basso amperaggio. Le batterie sigillate, solo se la carica è moderata, non perderanno l’acqua delle celle mentre le comuni batterie aperte tenderanno a rilasciare nell’ambiente parte di questi gas. Ecco perché è richiesto il controllo del livello dell’elettrolito dopo ogni carica e comunque almeno una volta il mese.
Un problema, divenuto famoso solo ultimamente, è la capacità di carica non uguale delle celle, per cui è richiesta una carica equalizzata. In pratica si è notato che gli elementi non sono tutti uguali e la loro tensione di carica varia da uno all'altro di qualche decina di mV. Sembra poco ma nel tempo questa differenza di soglia porta alla solfatazione degli elementi con soglia più alta e la capacità della batteria si abbassa enormemente. Per evitare questo problema esistono carica batteria equalizzati che, molto semplicemente alzano il livello di tensione di carica ogni tanto sovraccaricando leggermente alcune celle e ricaricando a fondo le altre. Se usate spesso il motore per la ricarica questo problema non vi tocca: gli alternatori danno sempre una tensione molto alta e più che sufficiente ad eliminare questo problema.

Usare bene una batteria:
Non farla mai scaricare troppo, infatti si formerebbero reazioni chimiche irreversibili, solfatazione delle piastre) che riducono la capacita' della batteria fino ad annullarla nei casi piu' gravi. Non caricarla mai troppo o troppo rapidamente se non in caso di necessita' (come gia' detto, si produrrebbero "ebollizioni" (pericolo) e calerebbe il livello dell'elettrolito, con aumento della concentrazione di acido solforico e danneggiamento degli ossidi di piombo (e' comunque sufficiente ripristinare il livello aggiungendo acqua distillata).Non farle erogare mai troppa corrente (salvo l'avviamento che e' inevitabile).Non lasciarla piu' di un mese senza carica (da questo punto di vista il pannello fotovoltaico è molto utile, permettono di compensare ampiamente il fenomeno dall’autoscarica).Non lasciare il livello dell'elettrolito troppo basso: verificare di tanto in tanto che il livello del liquido sia normale ed in ogni caso che copra gli elementi al piombo: la porzione scoperta si solfata rapidamente.

L’auto scarica :
Una batteria non in uso sì auto scarica a causa delle perdite, di vario tipo, che si generano. La velocità di questo processo è molto variabile e comunque legata al tipo di batteria e alla temperatura. Ad esempio le batterie Pb-Ca (piombo-calcio), a temperatura ambiente completamente disconnesse e con umidità ambiente normale, si scaricano di circa lo 0.1 / 0.3% il giorno, mentre una tradizionale batteria al piombo arriva a perdere l’1% di carica nello stesso periodo. Aumentando la temperatura l’effetto di scarica aumenta: ad esempio, passando da 24 C° a 35 C° la corrente di auto scarica raddoppia. A freddo il fenomeno diminuisce fino quasi ad annullarsi vicino alle temperature di congelamento dell’elettrolito. In pratica una batteria deve essere ricaricata ogni 20/40 giorni, per evitare che la sua capacità residua scenda sotto il 60 / 70%, e che la permanenza in questa condizione provochi un inizio di solfatazione.
La rottura meccanica :
Per quanto teoricamente non dovrebbe essere possibile la rottura meccanica delle batterie è una delle cause più frequenti di morte delle stesse. Le batterie, specie se di tipo economico per applicazioni stradali, sono costruite con materiali particolarmente leggeri e delicati. In particolare la giunzione tra le piastre interne è costituita da sottili strisce di metallo che possono, in determinate condizioni incrinarsi o rompersi mettendo la batteria totalmente fuori uso in un attimo. Tutti gli automobilisti hanno subito, prima o poi, un evento del genere e questo è, inconfutabilmente, legato alla cattiva qualità che spesso si ritrova in questi prodotti, anche se di marca. Per evitare almeno in parte la possibilità di una rottura meccanica occorre ancore al meglio la batteria stessa e, possibilmente, farlo in un posto dove urti e vibrazioni siano al livello più basso possibile. Per dare un giudizio di massima, senza pretese di scientificità, sulla capacità di una batteria di reggere agli urti e alle vibrazioni ci si può basare sul peso: a parità di capacità una batteria sarà tanto più robusta quanto è più pesante.

Manutenzione:
le batterie richiedono solo un minimo di manutenzione per essere mantenute in perfetto stato per molto tempo. Le cose da fare sono:mantenere la batteria carica al 100% ricaricandola ogni 2/3 settimane se non utilizzata,controllare mensilmente il livello dell’elettrolito quando possibile (batterie non sigillate),controllare il livello di densità dell’elettrolito per accertarsi che tutto sia regolare,pulire il coperchio e il contenitore se sporchi,controllare i morsetti e ingrassarli se necessario,controllare gli eventuali scarichi della cassa delle batterie se presente.




La batteria sembra non volersi più caricare:
se si tratta di un inizio di solfatazione è possibile tentare di ricaricarla a corrente bassissima per 20-40 ore. La corrente dovrà essere di circa 1/50 di quella di targa della batteria. Il procedimento potrebbe riuscire a ristabilire la circolazione della corrente tra le piastre.
La batteria sembra dare meno tensione del dovuto anche dopo una lunga carica:
potrebbe essere utile rabbocare l’elettrolito con acido puro invece che con acqua distillata. Non esagerare con la quantità e controllare con il densimetro il risultato.
Batteria solfatata:
La causa più comune di morte di una batteria, insieme alla rottura meccanica è la solfatazione delle piastre. Quando la batteria viene scaricata si forma solfato di piombo sulle piastre in forma cristallina. Procedendo nel processo di scarica aumenta la quantità di solfato sulle piastre fino a diventare uno strato biancastro di ‘solfato bianco di piombo’. Procedendo ancora si arriva, oltre a scaricarla del tutto, ad interrompere completamente l’attività elettrochimica nella batteria stessa. In queste condizioni la batteria diviene inutilizzabile e non potrà più essere ricaricata se non ad un livello molto inferiore alla sua capacità nominale. È questo il motivo per cui una batteria al piombo non deve essere mai completamente scaricata pena la distruzione della batteria stessa. Occorre inoltre ricordare che anche scariche parziali, ma prolungate e ripetute nel tempo, danno origine allo stesso fenomeno anche se più lentamente e con esiti meno evidenti. Un’altra causa di morte di una batteria è il livello troppo basso dell’elettrolito. In genere, quando questo avviene è per evaporazione dell’acqua in esso contenuta, e non dell’acido che evapora a temperature ben superiori. In queste condizioni le piastre rimangono scoperte nella parte superiore ossidandosi a causa dell’ossigeno dell’aria e quindi danneggiandosi. Inoltre la parte bassa delle piastre si trova a lavorare in un liquido fortemente più acido del dovuto con possibilità di danneggiamento delle piastre stesse. Questi due fenomeni determinano una caduta, sul fondo della batteria, di materiale conduttivo che può arrivare a cortocircuitare l’elemento stesso della batteria rendendolo inutilizzabile e con lui la batteria stessa.
TIPOLOGIA DELLA BATTERIA
Uso automobilistico :
 sono batterie costruite per avere cicli di scarica medi del 5% rispetto alla carica completa. Soffrono se scaricate molto e per molto tempo, pero' sono in grado di fornire elevate correnti di spunto per l'avviamento e sono abbastanza leggere. Di solito sopportano alcune decine (tipicamente 50) cicli di carica/scarica all'80%.
Marina :
sono di solito una via di mezzo tra le batterie cicliche e quelle automobilistiche: sono progettate per cicli di scarica al 50% ed elevate correnti.
Trazione :
sono costruite per cicli medi dell'80% ma con elevate correnti di scarica e alcune centinaia di cicli carica/scarica. (es. quelle dei muletti).
Cicliche :
sono costruite per fornire energia per lungo tempo e poi ricaricate. Il ciclo di scarica media è dell'80%, e reggono da alcune centinaia fino a 1000 cicli di carica/scarica.
Piombo normale :
quelle, per capirci , coi tappini che si svitano per mettere acqua distillata, il tappino è forato per far uscire i gas.
Senza manutenzione o a bassa manutenzione :
sono le batterie standard di oggi. Non esiste piu' il tappo col forellino, anche se e' possibile, trafficando un po', aprire l'elemento, aggiungere acqua distillata e misurane la densita'. Grazie al sistema di chiusura degli elementi, se anche rovesciate per pochi istanti non causano fuoriuscita pericolosa di liquidi.


Stagne speciali :
la soluzione elettrolitica e' incorporata in un gel ed il contenitore e' completamente stagno (c'e' una specie di valvola di sicurezza in caso di forte formazione di gas). Queste batterie non sopportano i sovraccarichi, in quanto le bolle di gas che si formano restano sostanzialmente "imprigionate" nel gel causando una riduzione della superficie di contatto dell'elettrolito con riduzione della capacita' della batteria. Per questo motivo spesso vengono aggiunte apposite sostanze chimiche per assorbire o riconvertire in acqua i gas in modo da renderle più tolleranti ai sovraccarichi. Costano di più ma se trattate bene hanno una durata superiore a quelle normali. Se trattate male invece durano meno.
L’ALTERNATORE
L'alternatore è un generatore che produce corrente elettrica alternata.
È costituito sostanzialmente di due parti: una statica che prende il nome di STATORE ed una dinamica che prende il nome di ROTORE. Per poter generare corrente elettrica, l’alternatore necessita di girare ed, a tale scopo, prende movimento dall'albero a gomiti mediante l'inserimento di due pulegge, una sull'albero ed una sul rotore, collegate da una cinghia di solito a sezione trapezoidale. La corrente elettrica generata dall'alternatore non è immediatamente utilizzabile e viene pertanto raddrizzata mediante un ponte a diodi ed inviata alla batteria. Qui,una volta immagazzinata, l’energia prodotta è resa disponibile per le necessità di avviamento del mezzo in primis al momento dell’utilizzo.  



L’ENERGIA  ELETTRICA


È noto che l'energia elettrica è caratterizzata da due valori: l'intensità di corrente (Ampère) e la tensione (Volt).Al fine di caricare in maniera soddisfacente la batteria, non è sufficiente che l'alternatore sia in grado di erogare l'intensità occorrente ma è anche necessario che la tensione sia sufficientemente alta da consentire l'immissione della corrente entro la batteria; e non solo quando questa è scarica, ma anche fino alla completa ricarica.
In caso contrario la batteria resterà scarica sia pure parzialmente, ma sempre con pregiudizio della sua efficienza. Per contro, se il valore della tensione è troppo elevato si ha un'eccessiva carica della batteria (sovraccarica) con dannose irreparabili conseguenze per la sua durata. Premesso che, se la batteria consuma molta acqua, si può ritenere che la tensione sia troppo alta, e che invece, se la batteria tende a scaricarsi, è molto probabile che la tensione del regolatore sia troppo bassa .

IL  VOLTOMETRO
Serve per controllare il voltaggio delle batterie, ma non sempre è utile per conoscerne lo stato di carica. Una batteria che arriva a 11 Volt sicuramente è scarica, ma una che segna 12 Volt non significa che sia sicuramente affidabile. Potrebbe ad esempio far funzionare le luci, ma non farcela ad avviare il motore. Per conoscere con esattezza lo stato di carica della batteria il controllo più sicuro può essere fatto soltanto misurando la densità dell'acido negli elementi. Controllo che si effettua con il densimetro (segue). La vera utilità del Voltmetro è rappresentata dalla possibilità di poter controllare l'efficienza del regolatore di tensione .





L’AMPEROMETRO

Indispensabile per sapere se l'alternatore funziona regolarmente, questo strumento è utile anche per conoscere in modo empirico lo stato di carica delle batterie, almeno per quelle comprese tra i 100 e i 150 Ampère (per potenze maggiori o minori i comportamenti potrebbero essere diversi).
Quando la batteria viene caricata dall'alternatore se la lancetta dell'Amperometro rimane per molto tempo su valori elevati (oltre i 10 Ampère) significa che la batteria è molto scarica, se invece l'ago scende dopo pochi minuti sotto i 10 Ampère vuol dire che la batteria ha una buona riserva di carica.
Questo dato ci permette di poter anche valutare, almeno per le batterie con capacità tra i 100 e i 150 Ampère, quanto tempo dobbiamo tenere acceso il motore per la ricarica delle batterie stesse.
Controllo rapido della tensione di regolazione di un impianto :
Per eseguire questo controllo interviene l'utilità del Voltmetro che abbiamo installato sul nostro quadro elettrico che, anche per questa ragione, deve essere preciso e di scala piuttosto ampia per leggere i decimi di Volt. Per avere una misura piuttosto precisa è necessario che la batteria si trovi in buono stato di carica (misurare col densimetro la densità dell'acido che deve essere superiore a 1.250 = 29 gradi Bé, a 25° di temperatura dell'elettrolito). Per effettuare il controllo mettete tutti gli interruttori del quadro in posizione off. È necessario infatti che non vi sia alcun carico elettrico in funzione. Accendere il motore e farlo funzionare per alcuni minuti a regime piuttosto elevato per stabilizzare la tensione della batteria. Leggere quindi i Volt segnati dal Voltmetro: se il valore misurato è compreso tra i Volt 14 e 14,5 la taratura del regolatore può essere ritenuta normale. Se invece avremo un valore più basso di 14 o più alto di 14,8 allora bisognerà far tarare o sostituire il regolatore di tensione. La lettura è precisa solo se il nostro Voltmetro è collegato direttamente alla batteria, altrimenti ci possono essere cadute di tensione che falserebbero i valori di lettura. Controllare anche che la cinghia dell'alternatore non sia allentata. Molto spesso questo banale inconveniente impedisce all'alternatore di caricare sufficientemente la batteria. Questi controlli è bene eseguirli anche all'atto dell'installazione di una nuova batteria, per evitare che venga messa fuori uso in poco tempo dal cattivo funzionamento del regolatore di tensione.
Come scegliere  Voltometro e Amperometro:
Per la scelta del Voltmetro e dell'Amperometro consiglio strumenti precisi e con scala di lettura molto ampia. Sconsigliati quindi la maggior parte dei Voltmetri e Amperometri in uso sui quadri di serie o montati in un secondo momento. Bisognerà rivolgersi a un buon negozio di elettrotecnica.
Come calcolare l’amperaggio :
 visto che molti accessori non riportano gli Amper ma solo i Watt o viceversa, con una semplice formula è possibile ricavare il dato mancante. Gli Ampère si ottengono dividendo i Watt per i Volt, mentre i Watt moltiplicando gli Ampère per i Volt (Esempio: se un accessorio elettrico ha una potenza di 100 Watt a 12 Volt il suo amperaggio è di 8,33 Ampère, infatti 100:12=8,33, mentre se assorbe 8,33 Ampère la sua potenza sarà di 100 Watt, infatti 8,33x12=100). Una volta ottenuto il dato è preferibile arrotondarlo aumentandolo al valore immediatamente più prossimo. Questo per via della caduta di tensione che avviene tra il cavo e l'utenza. Nel nostro esempio dovremo mettere un fusibile da 10 Amper,








IL  DENSIMETRO

Per capire lo stato di carica.
Si puo’ ricavare dalla densita' dell'elettrolito (cioe' della soluzione di acido solforico e acqua) secondo la tabella seguente:

Gradi Baume' o be'    Densita'    Stato di carica
33    1,300    massima
31    1,275    alta
28    1,245    3/4 di carica
25    1,215    1/2 di carica
22    1,180    1/4 di carica
15    1,120    scarica completa

   
   


La densita' si misura con un apposito strumento che contiene un "galleggiante" graduato. Piu' l'elettrolito e' denso, piu' il "galleggiante", per il principio di archimende, emerge. Esistono densimetri commerciali molto economici adatti allo scopo. E' utile, se si fa la misura, controllare tutti gli elementi per verificare che siano tutti allo stesso livello di carica.
Se invece notate che la tensione scende al di sotto degli 1,9 V per elemento quindi 11,4 V per una batteria da 12, (escluso il momento dell'avviamento, dove puo' scendere per qualche istante anche a 6V ) occorre ricaricare al piu’ presto. La batteria e' scarica e siamo in zona solfatazione. Se invece siamo sicuri che la batteria e' sufficientemente carica oppure e' stata ricaricata da poco, allora significa che un elemento ci sta dicendo “ addio “ in tal caso sostituirei la batteria appena possibile.
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MAIEMI

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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #1 on: 28 December 2010, 17:22 »
Come si usa il densimetro :
Aprire il tappo dell'elemento, si schiaccia la pompetta,si immerge il tubino nell'elettrolito, si aspira una quantita' di elettrolito sufficiente a far galleggiare l'indicatore, si lascia assestare e si legge il valore. Le zone colorate evidenziano lo stato di carica dell'elemento. Si fa fuoriuscire il liquido dalla pompetta ripristinando il livello dell'elettrolito nell'elemento. Al termine delle misurazioni si risciaqua il densimetro, possibilmente con acqua distillata.

Occorre misurare tutti gli elementi. Se si notano differenze significative di carica tra un elemento e l'altro ed il livello e' corretto, allora conviene equilibrarne la carica lasciando collegato il caricabatterie un po' piu' del necessario cosi' che anche gli elementi meno carichi abbiano la possibilita' di portarsi al 100%.
Attenzione! Le gocce di elettrolito provocano ustioni sulle pelle e bucano i vestiti!
In caso di contatto con la pelle o gli occhi sciacquare con abbondante acqua corrente e contattare medico .
CABLAGGI E CAVI

I cablaggi devono essere accurati e "puliti".
I cavi da usare dovranno essere di dimensioni adeguate all'assorbimento per evitare cadute di tensione o pericolosi surriscaldamenti.
Un cavo sottodimensionato inoltre può anche favorire la rottura di un componente elettrico. L’accessorio in utilizzo allo spunto richiede molta energia e se i cavi sono sottili ci sarà un caduta di tensione che non farà funzionare lo stesso.
Anche se l’accessorio non funziona in realtà, è pur sempre sotto tensione, poca per farlo funzionare ma sufficiente per bruciarlo, poiché tutta la tensione viene agglomerata dall’accessorio in uso.
Come fare per calcolare allora la sezione di un cavo?
Anche se esiste una formula pochi la conoscono e, quel che è più grave, sono pochi a conoscerla anche tra le persone che operano nel settore.
Per cui spesso i cavi si mettono "a occhio".
Con risultati a volte disastrosi.
Magica formula:
calcolare 3 Ampère per ogni mm2. Questo vuol dire che con un cavo della sezione di 1 mm2 potremo alimentare un accessorio di 3 Ampère. Con uno di 2 mm2 un accessorio da 6 Ampère ecc.ecc. .
Questa formula vale solo per cavi fino a 10 metri di lunghezza.
Oltre questa lunghezza il calcolo diventa complicato e bisogna servirsi delle tabelle d’elettrotecnica per ricavare la formula del coefficiente di dimensionamento.
In commercio esistono cavi specifici che hanno caratteristiche particolari, ad esempio cavi ricoperti di stagno, o cavi con mescola contenente argento, (metallo che offre il massimo della qualità in quanto non si ossida e ha una maggiore conducibilità), cavi autoestinguenti e non propaganti l'incendio che possono essere raggruppati in fasci senza pericoli ecc.ecc. .
Vi sono anche cavi con mescole per guaine a base di materiali specifici, pesano molto meno delle guaine normali e possono resistere a temperature fino a 80° o possono lavorare per decine d’anni immerse in acqua o in ambienti oleosi ma con prezzi alti .
Per non sbagliare usiamo quindi cavi idonei si avrà inoltre, a parità di sezione, un maggior rendimento perciò la nostra formula può diventare 5 Ampère per ogni mm2 .
In ogni caso la sezione minima del cavo da usare, indipendentemente dall'amperaggio, deve partire da 1,5 mm2.
Le sezioni dei cavi "normalizzati" secondo le regole internazionali sono: 1,5/2,5/4/6/10/16 ecc.ecc. .
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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #2 on: 28 December 2010, 18:12 »
Cambiato il titolo, 3ad interessante :clap: , lo metto in evidenza. :italia1:


MAIEMI

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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #3 on: 28 December 2010, 18:15 »
 :italia1:
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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #4 on: 28 December 2010, 23:29 »
Ottimo topic ... mi hai chiarito molte cose ... Comunque FORSE ti sei dimenticato di parlare delle Batterie AGM... Cosa cambiano da quelle al GEL, visto che il più delle volte, per la gente, quelle AGM sono quelle al GEL ??? Graaacie :lol:
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MAIEMI

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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #5 on: 29 December 2010, 00:48 »
Quali sono le differenze tra le batterie AGM e quelle al Gel? Quali sono più indicate per l’utilizzo nei servizi?

Spesso si crea molta confusione sull’utilizzo dei due termini e si tende a chiamare tutte le batterie ermetiche “al gel”, ma occorre distinguere con precisione le differenti tecnologie di costruzione di queste performanti batterie.

Innanzitutto è da sottolineare il fatto che la qualità di entrambe queste tipologie di batterie è molto elevata. Per quanto riguarda l’utilizzo nei servizi è più adatta la tecnologia AGM in quanto idonea e meno delicata nel sopportare numerosi cicli di scarica profonda.
Questi accumulatori,infatti, sono realizzati al loro interno con piastre di tipo piombo calcio nelle quali è avvolto un
materiale assorbente imbevuto di acido; tale tecnologia permette all’elettrolito di evaporare
durante la fase di carica e scarica (ossia quando la temperatura all’interno aumenta), al termine
della quale le bollicine prodotte si rimescolano con l’acido portando la batteria a mantenere un rendimento efficiente.

Gli accumulatori al GEL, invece, sono composti internamente da acido
gelatinizzato e da piastre al piombo calcio più delicate perché facilmente danneggiabili nel
tempo se caricate e scaricate più volte a causa della differenza di temperatura che viene a
generarsi al loro interno provocando la solidificazione del gel; per questa ragione esse sono
ritenute più adatte ad un uso tampone (es. gruppi di continuità o altri utilizzatori che raramente
richiedono energia), nonostante le alte prestazioni che sono in grado di offrire.

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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #6 on: 29 December 2010, 01:03 »
Di seguito una tabella riepilogativa che permette un agevole raffronto  tra i diversi tipi di batterie attraverso l'analisi delle  caratteristiche principali.

Non esiste infatti la batteria perfetta e universale ma ogni impiego richiede da parte dell'accumulatore il possesso di una o più caratteristiche prevalenti sulle altre che devono rappresentare i requisiti guida nella scelta.

La "batteria giusta" è uno degli elementi che insieme a corretti dimensionamento e gestione regalano una vita lunga e performante ad ogni investimento in Ah.

grafico comparazione

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Efficienza Avviamento Motore

Rappresenta la capacità di fornire la corrente di “spunto” in Ampere sufficiente all’avviamento del motore. Viene convenzionalmente definita CCA (Cold Cranking Ampere) la corrente che una batteria è in grado di erogare per 30 sec a 0° F (-18 °C) mantenendo almeno una tensione di 1,2V per elemento (7,2V in totale per una batteria a 12V). Dato che tale caratteristica è legata alla superficie delle piastre, un’elevata corrente di spunto è tipica di una struttura interna costituita da piastre più sottili e più numerose.

 

Riserva di capacità

Rappresenta la capacità di alimentare nel tempo un carico elettrico. Viene convenzionalmente definita RC (Reserve Capacity) il tempo in minuti per il quale la batteria può erogare a 80 °F (27 °C) una corrente di 25 A fino ad un livello di scarica di 10,5V (per le batterie a 12V). Una corrente di scarica più bassa erogata più lentamente ma per più tempo è tipica di una struttura interna a piastre più spesse.

 

Resistenza ad impieghi ciclici

Rappresenta la capacità di erogare bassi livelli di corrente per periodi lunghi permettendo alla batterie di sopportare scariche lunghe e “profonde”. Come per la Riserva di Capacità strutture interne a piastre spesse risultano più performanti di quelle a piastre sottili per avviamento motore.

 

Versatilità di impiego

Rappresenta la capacità di una batteria di fornire una sufficiente corrente di spunto e al contempo una moderata resistenza ad impieghi ciclici. E’ un compromesso tra le due diverse caratteristiche.

 

Resistenza allo sversamento

Rappresenta il livello di resistenza a perdite o sversamenti accidentali di liquido. Un’alta resistenza oltre a fornire una maggiore sicurezza rende la batterie idonea a impieghi specifici come ad esempio in prossimità di persone o apparecchiature elettroniche, ad applicazioni particolari come il settore nautico o ancora a modalità di installazione non convenzionali.

 

Minimizzazione produzione gas

Rappresenta la capacità di controllare e ridurre al minimo la produzione di gas allo scopo di prevenire la perdita di capacità dovuta al consumo dell’elettrolita e ridurre la manutenzione. Tutto ciò presume comunque un corretto processo di ricarica perché fenomeni di sovraccarica possono creare fuoruscita di gas e quindi creare danni irreparabili in qualsiasi tipo di batteria.

 

Resistenza alla scarica profonda

Indica la capacità di una batteria di essere ricaricata con continuità da una situazione di scarica di oltre il 50% senza che vi siano significativi cali di prestazioni o di vita utile.

 

Costo iniziale

Indica la convenienza economica iniziale.

 

Rapporto costo-durata

Rappresenta il valore nel tempo dell’investimento comparato con il costo iniziale nel caso di applicazioni cicliche e in generale in tutte le situazioni in cui la batteria è fortemente sollecitata.

 

Rapidità di ricarica

Rappresenta l’efficienza di una batteria in fase di ricarica. E’ una caratteristica che si ripercuote sul tempo necessario per garantire la completa ricarica della batteria. Le batterie al GEL, le più efficienti, richiedono un quantità di corrente dal sistema di ricarica pari a solo il 105% della loro capacità in Ah mentre la batterie AGM e ad acido liquido rispettivamente il 110% e il 130%.

 

Vita utile in applicazioni cicliche

Indica la quantità di cicli di scarica “profonda” e di successiva ricarica che una batteria è in grado di sostenere senza un apprezzabile decremento delle prestazioni iniziali.

 

Resistenza alla modalità di ricarica

Rappresenta la capacità di una batteria a sostenere cicli di carica non limitati né controllati. Le batterie al GEL hanno un livello soglia della tensione massima di ricarica di 14,1V che se superato è causa di danni e di una vita utile più breve. Le batterie AGM e ad acido liquido hanno delle soglie più elevate e quindi risultano più resistenti.

 

Resistenza alla scarica totale

Indica la resistenza della batteria a scariche continue di livello prossimo allo 0 della loro capacità.

 

Consumo di acqua

Indica la quantità d’acqua persa dalla batteria nel corso del funzionamento. Alcune batterie sono progettate e realizzate per funzionare con una perdita di ridottissima quantità eliminando la necessità del rabbocco.

 

Rabbocco di acqua

Rappresenta la possibilità di verificare attraverso tappi rimovibili il livello dell’elettrolita ed eventualmente provvedere al rabbocco nel caso di eccessiva produzione di gas nel corso del funzionamento.

 

Resistenza alla corrosione

Si riferisce alla resistenza dei terminali alla corrosione che a sua volta è legata alla resistenza agli sversamenti in quanto la fuoruscita di acido è causa di corrosione dei terminali, dei cavi di connessione e delle apparecchiature circostanti.
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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #7 on: 29 December 2010, 16:44 »
OTTIMO :italia1: Allora da quello che ho potuto capire, per i nostri impianti le migliori sono quelle AGM ?
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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #8 on: 29 December 2010, 17:10 »
Ottimo
Ma c'è daconsiderare "l'Alternatore"
Da studi fatti e pubblicati in Usa le batterie Agm (absorbent glass mat)
non sono in grado di essere ricaricate a dovere dall'alternatore.
Semplice calcolo:
ogni cella per essere considerata carica (a vuoto) deve avere una tensione di min 2,12v che moltiplicata per 6 fa 12,72v per poter caricare una batteria basterebbero 2,45v in totale 14,4v. Tutto regolare fino a che la tensione della batteria non scende sotto i fatidici 10,5 v  cioè 1,75v x cella
a questo punto x rigenerare a dovere le batterie bisognerebbe portare l'acido alla sua densità originale questo nelle batterie  ad acido non trattenuto è relativamente facile e bastano i 14,4-14,7 trifase dell'alternatore (il fattore tempo è la discriminante) mentre nelle batterie agm la questione è molto più delicata. Spesso non si riesce nemmeno utilizzando appositi carica batterie che adottano cicli di carica a più stadi.
In fin dei conti se parliamo di far suonare gli impianti credo che le batterie ad acido si possano ritenere ancora la scelta migliore.
Poi in spl la  scelta credo che vada spostata tra Gel e Agm.
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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #9 on: 08 January 2011, 16:25 »
eccellente topic i miei complimenti MAIEMI ci voleva proprio

cosi tutti posso avere un informazione dettagliata e precisa sulle batterie
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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #10 on: 08 January 2011, 20:49 »
Sulla parte dei cavi non sono d'accordo,concettualmente è sbagliata.
Quando fai la differenza 3A 5A per mmq con un cavo audio non recuperi tanto in conducibilità da poter quasi raddoppiare la corrente per mmq.

Senza contare che,volendo fare un cablaggio serio,è meglio imporre una data caduta di tensione in percentuale.

Riguardo l'alternatore :? :? per caricare le agm ci vogliono 14,7,in macchina non ci arrivi mai a quella tensione,quindi hanno bisogno di essere caricate in maniera diversa,non c'entra il fatto che la tensione debba scendere sotto un dato valore.

MAIEMI

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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #11 on: 08 January 2011, 22:34 »
non e' detto che tutte le agm vanno caricate cmq a 14,7   anzi proprio xche' sono le piu' delicate alcuni dovrebbero essere tra i 13,8  -  14,0 volt
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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #12 on: 08 January 2011, 22:41 »
grazie markfit78


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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #13 on: 08 January 2011, 22:59 »
non e' detto che le agm vanno caricate cmq a 14,7   anzi proprio xche' sono le piu' delicate dovrebbero essere tra i 13,8  -  14,0 volt

Quindi tutti i caricabatterie che caricano le agm a 14,7 in realtà le danneggiano?
Quindi anche le case che consigliano di ricaricare a 14,7/14,8 in realtà dicono fesserie?

pergo

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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #14 on: 08 January 2011, 23:11 »
14,7/14,8 per uso ciclico o cariche a basse temperature (sotto i 10°C)

per i cavi io uso 7-8A*mmq/m per uso continuativo, 12-13 per uso musicale.
Gli avversari mi definiscono uno squalo, gli amici mi gettano i bagnanti nella vasca.

"What a mooch!"

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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #15 on: 08 January 2011, 23:36 »
un post molto utile comunque che fuga parecchi dubbi....complimentoni a maiemi  :lol:
Se devi spendere per il fronte da urlo, ti basta che le urli tu le canzoni e al max dopo ti compri le halls se hai la gola rossa!

MAIEMI

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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #16 on: 09 January 2011, 00:01 »
Quindi tutti i caricabatterie che caricano le agm a 14,7 in realtà le danneggiano?
Quindi anche le case che consigliano di ricaricare a 14,7/14,8 in realtà dicono fesserie?

guarda te ne dico una batteria a caso ,vatti a vedere la evolution quanto consigliano x la carica
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« Reply #17 on: 09 January 2011, 00:25 »
14,7/14,8 per uso ciclico o cariche a basse temperature (sotto i 10°C)

per i cavi io uso 7-8A*mmq/m per uso continuativo, 12-13 per uso musicale.

Quindi tu in un 50mmq ci fai passare 600A 12*50=600A

Facciamo un po' di conti

1,69X10^-8(resistività rame) X 1(lunghezza cavo)/0,000050(sezione cavo)

0,000338 ohm questa è la resistenza di un cavo di rame lungo un metro e con una sezione di 50mmq

V=RI  0,000338*600=0,2028 ogni metro di cavo di perdi 0,2 volt.

Ipotizziamo un cablaggio medio,la lunghezza è sui 3,5 metri,ti perdi 0,71 volt...cioè hai 12,2 alle batterie e 11,5 agli amplificatori.

Senza offesa ma è una caduta di tensione troppo elevata.

Senza contare che ci sono le resistenze da contatto che peggiorano ulteriormente la situazione...io in macchina da me ho 0,15 max.



un post molto utile comunque che fuga parecchi dubbi....complimentoni a maiemi  :lol:

 asd parere strettamente personale


guarda te ne dico una batteria a caso ,vatti a vedere la evolution quanto consigliano x la carica

Vatti a vedere senza offesa è poco educato,io ti ho fatto 2 domande,dovevi rispondere,non darmi un consiglio.

Mi ripeto

Quindi tutti i caricabatterie che caricano le agm a 14,7 in realtà le danneggiano?
Quindi anche le case che consigliano di ricaricare a 14,7/14,8 in realtà dicono fesserie?

Quindi quando leggo qui 14,6 dicono fesserie?



Quindi quando compriamo il ctek7000 che per carica agm stacca a 14,7 siamo tutti fessi?


Cioè,ma stai dicendo sul serio o ci prendi in giro?Ma ti rendi conto che magari qualcuno ti crede e pensa che un caricabatterie sia inutile quando invece è strettamente consigliato,soprattutto per batterie agm?




pergo

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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #18 on: 09 January 2011, 01:31 »
ruggero, leggi meglio :roll: non cercare sempre la polemica.
Gli avversari mi definiscono uno squalo, gli amici mi gettano i bagnanti nella vasca.

"What a mooch!"

ruggero

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Re: LA BATTERIA Questa sconosciuta [guida pratica]
« Reply #19 on: 09 January 2011, 01:33 »
ruggero, leggi meglio :roll: non cercare sempre la polemica.

Non devo guardare il regime musicale? :? continuativo penso sia per alimentatori e roba simile asd