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US Blaster 3460
Inserito in categoria (Amplificatori, Recensioni) da U.G. il 05-11-2008
Tags : amplificatore, usblaster
Questo test sull’US Blaster 3460 è probabilmente il più lungo che abbiamo mai effettuato : stiamo parlando infatti di una prova che, oltre all’utilizzo quotidiano del veicolo, ha visto due viaggi di circa 2000km con impianto acceso dall’inizio alla fine.Le condizioni di test non sono state proprio ideali per provare un prodotto del genere, in quanto è andato direttamente a sosituire un Phoenix Gold MS2250 sul fronte anteriore (2 Ohm stereo, su 4 CIARE PM200 per porta) ed un paragone con uno dei mostri sacri della qualità sonora è sempre azzardato; tuttavia, questo ci ha permesso di identificare pregi e difetti di questo finale con grande semplicità, e soprattutto di stupirci per il rapporto qualità/prezzo che fornisce.
Dal punto di vista costruttivo, e quindi quello che potremmo definire “primo impatto”, è evidente che l’US Blaster 3460 appartiene ad una fascia di prezzo abbastanza economica.Se il telaio non è molto elegante, anche alcuni dettagli costruttivi (come i potenziometri di regolazione) lasciano un pò a desiderare.Il plexiglass che lascia il circuito a vista però fa trasparire qualcosa di interessante, con una configurazione che ricorda i vecchi Earthquake costruiti dalla Zed Audio : ad un appassionato di vecchia data, questo non può che suscitare associazioni positive.I transistor sono raffreddati da due ventole che evidentemente funzionano molto bene visto che anche abusando della manopola del volume per lungo tempo e con più di 30°C all’esterno, il finale non è mai andato in protezione.
L’US Blaster 3460 deve essere dotato di un ottimo circuito di soppressione del rumore : rispetto al Phoenix Gold, che evidenziava un problema di fischi provenienti dall’impianto elettrico dell’auto, l’US Blaster è completamente silenzioso.
La potenza disponibile è veramente tanta, e non fa assolutamente invidiare amplificatori più blasonati (e costosi), e complessivamente la risposta è molto equilibrata.A volumi esagerati, quando l’amplificatore si avvicina al proprio limite, si avverte un indurimento in media frequenza, mentre la mediobassa rimane sempre solida e compatta.Naturalmente bisogna tener conto del fatto che l’amplificatore in questione, a 2 Ohm stereo, eroga 2×600W RMS e sono pochi gli amplificatori in grado di erogare potenze del genere senza perdere colpi quando li si utilizza fino all’estremo.Abbiamo provato brevemente una configurazione ponte 2 Ohm, e l’amplificatore l’ha sopportata senza alcun problema, erogando una potenza incredibile.Il test non è andato avanti per un tempo sufficiente a potervi garantire un funzionamento a pieno regime con il 100% dell’affidabilità, ma nella maggior parte delle situazioni di impianti “estremi”, una coppia di questi amplificatori potrebbe risolvere in modo abbastanza economico tutte le richieste di amplificazione per un sistema da urlo.
In conclusione, se non possiamo negare di aver avuto all’inizio del test un approccio piuttosto scettico, possiamo affermare abbastanza tranquillamente di esserci liberati del preconcetto “economico = di scarsa qualità”.Anche se, ed è ovvio, ci sono prodotti migliori, nessuno dei diretti concorrenti si avvicina al rapporto qualità prezzo mostrato da questo US Blaster.Non useremmo mai un amplificatore del genere in un sistema orientato ESCLUSIVAMENTE al sound quality, infatti la destinazione d’eccellenza dell’US Blaster 3460 è una : i fronti da urlo.Anche se a pilotare un subwoofer non troppo esigente in termini di potenza non se la cava male…







